Dal Marte al MADRE: Andy Warhol e la Campania

 

Andy Warhol, artista-icona della Pop Art nord-americana, è uno dei maggiori artisti del XX secolo.

 

In connessione al progetto Andy Warhol Pop Revolution il Marte di Cava de’ Tirreni propone, in collaborazione con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli, una serie di attività presso il museo MADRE di Napoli, che permetteranno di approfondire la conoscenza dell’artista americano e delle sue opere sul territorio regionale campano.

 

Il Marte mette a disposizione dei suoi visitatori, 300 biglietti omaggio per visitare il MADRE e scoprire le opere di Andy Warhol esposte nelle collezioni del museo d’arte contemporanea della Regione Campania e nella mostra Pompei@Madre. Materia Archeologica.

 

Al  Madre un esemplare dei Vesuvius by Warhol (1985) è inserito, fino al 1 maggio 2018, nel percorso di visita della mostra Pompei@Madre. Materia Archeologica. L’opera – un acrilico su tela di grandi dimensioni – fu realizzata da Warhol nel 1985 in occasione della mostra Vesuvius by Warhol al Museo di Capodimonte, in cui l’artista americano dedica un omaggio al più famoso e ricorrente tra i sogetti della “veduta” partenopea, il Vesuvio in eruzione. L’immagine del vulcano ripetuta serialmente viene trasformata in un’ulteriore icona della comunicazione contemporanea, al pari dei personaggi e oggetti di consumo delle opere di Warhol.

La mostra Vesuvius by Warhol fu organizzata in collaborazione con il gallerista Lucio Amelio, che donò quest’opera al Museo di Capodimonte negli anni Novanta, e per il quale Warhol aveva già realizzato il trittico Fate Presto nell’ambito della collezione “Terrae Motus”. In questo caso l’opera fu concepita come reazione in tempo reale alla drammatica distruzione del patrimonio artistico regionale per effetto del sisma del 23 novembre del 1980: un evento tragico che indusse Amelio a sollecitare la partecipazione di più di ottanta artisti nazionali e internazionali, da Robert Rauschenberg a Tony Cragg e Anselm Kiefer, da Mario Schifano a Gianni e Vettor Pisani, da Alighiero Boetti, Luciano Fabro e Jannis Kounellis, a Mario Merz, Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto, da Nino Longobardi a Mimmo Paladino e Ernesto Tatafiore, da Domenico Bianchi a Sergio Fermariello: tutti artisti presenti anche nelle collezioni del Madre, che si aprono con la copia orginaria del giornale “Il Mattino”, da cui Warhol trasse l’immagine del  trittico Fate Presto.

Tra gli artisti di “Terrae Motus” figura anche Joseph Beuys, che nel 1980, in occasione di una mostra di Warhol presso la Galleria Lucio Amelio, fu il soggetto di un’altra serie di dipinti warholiani, i ritratti Beuys by Warhol (1980). Uno di essi – un acrilico e serigrafia su tela – è esposto nella collezione del Madre, testimonianza dello storico incontro tra i due artisti che restituisce la relazione articolata e continuativa che entrambi ebbero con la città di Napoli e con la Campania.

 

Su prenotazione sarà possibile inoltre partecipare alla visita guidata (a pagamento) MadrePOP: Andy Warhol e la Campania. La visita parte dalla mostra Pompei@Madre per proseguire alle collezioni del museo e ritracciare le opere di Warhol disseminate fra le sale, mettendole in dialogo con quelle di altri artisti e ricostruire il rapporto dell’artista americano con la cultura campana e la storia dell’arte contemporanea a Napoli.

 

Per prenotazioni e infomazioni:

Marte Mediateca Arte Eventi 

Cso umberto I, 137 Cava de’Tirreni (SA)

089 9481133 – 333 6597109

 

Artista-icona del movimento della Pop Art statunitense e uno degli artisti più influenti del secondo dopoguerra a livello internazionale, Andy Warhol (Pittsburg, 1928 – New York, 1987) ha cambiato le regole non soltanto delle arti visive ma, più in generale, della comunicazione, della multimedialità, dell’editoria e dello stesso concetto di artista come personaggio pubblico e di opere d’arte come bene di consumo e simulacro dell’immaginario collettivo.

Nato da genitori slovacchi, dal 1945 studia design e arti visive, e questo connubio tra informazione, arte e commercio diventerà presto il nucleo fondante della sua estetica. Durante gli anni di lavoro come illustratore, Warhol si interessa alle tecniche di stampa tra cui la serigrafia, che diventerà poi la tecnica principale attraverso la quale l’artista rivoluzionerà il linguaggio stesso della pittura, inserendo la meccanicità, la serialità e l’impersonalità dell’esecuzione nella grammatica dell’arte contemporanea. Trasferitosi a New York, e dopo aver lavorato anche come allestitore di vetrine, dai primi anni Sessanta Warhol si dedica esclusivamente alle arti visive, tenendo le sue prime mostre personali in cui espone opere che si distaccano radicalmente dal linguaggio pittorico allora legato al movimento dell’Espressionismo Astratto. Attraverso opere come 100 Soup Cans100 Coke Bottles e 100 Dollar Bills, Warhol crea un universo visivo dominato dai simboli del consumo di massa (zuppa in scatola, Coca Cola, il dollaro), sostituendo il concetto di arte come espressione individuale e interiore con l’idea che l’arte sia una forma di registrazione del presente e della realtà. In questi anni Warhol sintetizza una tecnica che parte dall’utilizzo della serigrafia (procedimento di stampa e duplicazione di immagini fotografiche) per poi intervenire con il colore acrilico, steso per macchie approssimative a differenziare diverse versioni della stessa immagine. In questo modo l’artista crea una frizione tra l’unicità che tradizionalmente connota l’opera d’arte e la riproducibilità illimitata dell’immagine fotografica.

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